Gian Piero de Bellis

Sull'inesistenza della Questione Meridionale

Quadro di Definizioni

(1978 - 1982)

 


 

Un viaggio di mille miglia
comincia con un passo

(Charlie Chan)

 

Le definizioni qui sotto formulate intendono evitare l'insorgere di ambiguità connesse all'uso inappropriato e al significato polivalente di taluni termini del linguaggio economico.

Nel corso dell'analisi i termini verranno impiegati secondo il significato definitorio qui loro attribuito.

Ricchezza

Dotazione di beni naturali materiali presenti nel complesso ambientale di una regione.

Benessere

Dotazione di beni materiali e di servizi a disposizione della popolazione di una regione.

Crescita

Incremento nella produzione/dotazione di beni materiali e di servizi a disposizione della popolazione di una regione.

Sviluppo

Ampliamento (intensificazione e diversificazione) e miglioramento nella produzione/dotazione di beni e servizi a disposizione della popolazione di una regione.

 


 

Nota

I beni e i servizi a cui si fa riferimento servono a soddisfare bisogni di nutrizione/protezione/ ricreazione.

In base alle definizioni sopra formulate emerge che:

- ricchezza e benessere raffigurano una realtà di tipo statico (fisso)
- crescita e sviluppo raffigurano una realtà di tipo dinamico (flusso)

Inoltre risulta che:

- ricchezza e crescita si riferiscono a realtà di tipo prevalentemente fisico-quantitativo
- benessere e sviluppo si riferiscono a realtà di tipo prevalentemente fisico-qualitativo

Si formano quindi le seguenti correlazioni:

- Incremento di Ricchezza  =  Crescita
- Incremento di Benessere =  Sviluppo

 


 

Patrimonio

Dotazione di beni e servizi a disposizione di un soggetto (statica).
La porzione di dotazione patrimoniale che ha natura monetaria (ad esempio, depositi bancari) viene definita patrimonio monetario del soggetto.

Reddito

Flusso di beni e servizi che affluiscono verso un soggetto (dinamica)
La porzione di flusso che ha natura monetaria (salari, profitti, rendite) viene definita reddito monetario del soggetto.

Povertà

Penuria o scarsa dotazione di beni naturali materiali nel complesso ambientale di una regione.

Impoverimento

Distruzione progressiva della dotazione di beni naturali materiali presenti nel complesso ambientale di una regione.
Quando l'impoverimento è opera di soggetti esterni ad una data regione, che agiscono per il loro tornaconto, esso viene definito sfruttamento coloniale.

Indigenza

Mancanza di una adeguata dotazione di beni e servizi di sostentamento (nutrizione e protezione) a disposizione della popolazione di una regione.

Nonsviluppo

Assenza o scarsa produzione/dotazione di particolari beni e servizi (storicamente determinati) a disposizione della popolazione di una regione.
Si utilizza il termine 'nonsviluppo' in quanto si tratta non di società inferiori (sottosviluppo) o in una fase storicamente antecedente (in via di sviluppo) ma di società altre da quelle di sviluppo.

 


 

Nota

In base alle definizioni fin qui formulate risulta che i concetti di ricchezza-reddito-sviluppo devono essere tra di loro chiaramente distinti in quanto si riferiscono ad entità reali differenti. Infatti :

- ricchezza si rapporta ad una realtà geografica (la regione con la sua dotazione di beni)
- reddito si rapporta ad una realtà demografica (la popolazione con il suo flusso di beni)
- sviluppo coinvolge entrambe queste due realtà (regione-popolazione) e rappresenta una modifica sostanziale di entrambe in senso attivo e dinamico nell'ambito dell'interazione tra esseri umani e natura.

In quanto realtà distinte, possono essere presenti l'una indipendentemente dall'altra in varie combinazioni.
Ad esempio, una regione ricca di beni può contenere una popolazione a basso reddito in una situazione di nonsviluppo (es. Nigeria); oppure una regione può essere povera di beni naturali (es. petrolio) e al tempo stesso mostrare una popolazione ad alto reddito in una situazione di elevato sviluppo (es. Svizzera, Olanda).

L'unico caso che non risulta storicamente presente è quello di una regione povera, con popolazione ad alto reddito, in una stato di nonsviluppo. Questo perché, se in una regione povera gli abitanti  riescono a procurarsi un reddito più che soddisfacente, vuol dire che dispongono di un insieme di doti dinamiche (volontà e capacità) incompatibili con il permanere di una situazione di nonsviluppo. (A meno che l'alto reddito non derivi da razzie e saccheggi di vario genere, ma questo escluderebbe l'uso del termine sviluppo).

 


 

Commercio

Trasferimento di beni e di servizi da una regione all'altra in cambio di altri beni e servizi o di unità di conto per l'acquisto di beni e servizi.
Attraverso il commercio l'indigenza di una popolazione, derivante dalla povertà di una regione, può venire limitata o addirittura capovolta in direzione di una condizione di benessere economico (dotazione di beni e servizi).
Perché ciò avvenga è necessaria la presenza di due fattori risorsa che, divenendo (indirettamente) materia di scambio, suppliscono alla carenza nella dotazione di beni naturali materiali.

Questi fattori-risorsa sono:

- il lavoro
- il capitale.

Lavoro

Applicazione di volontà e capacità umana alla produzione di beni e servizi.
Il concetto di lavoro va tenuto distinto da quello di occupazione; infatti, mentre il 'lavoro' è relativo a un reddito prodotto (in termini di beni e servizi), la 'occupazione' è relativa a un reddito percepito e statisticamente registrato.
Quindi, in linea di massima, può essere registrata occupazione pur in assenza (totale o parziale) di lavoro quando il reddito prodotto risulta nullo o inferiore rispetto al reddito percepito (cosiddetta disoccupazione nascosta); mentre può essere registrata disoccupazione pur in presenza di lavoro quando non si percepisce reddito (es. servizi di volontariato) o non risulta reddito percepito (es. il cosiddetto lavoro non registrato) pur a fronte di un reddito effettivamente prodotto.

Capitale

Dotazione di sapere presente negli individui e nell'aggregato sociale di una regione, utilizzabile/utilizzato nella produzione di beni e servizi.
Si distingue in:

- sapere idealizzato (sapere cosa : scienza ;  sapere come : tecnica)
- sapere materializzato (utensili e strumenti; congegni e impianti)

 


 

Nota

Un processo di sviluppo equivale a un processo di incremento-miglioramento nella dotazione di capitale nell'ambito di una data regione. Molto schematicamente, si possono formulare i seguenti rapporti:

Crescita   =  Incremento di Lavoro
Sviluppo  =  Incremento di Capitale

Poiché, in base alle definizioni, il capitale non è altro che lavoro (passato e presente) dotato di scienza (sapere) e di tecnica (organizzazione) si ha allora che, quanto più, nell'attività lavorativa di individui e di gruppi, tali caratteristiche risultano manifeste, tanto più il lavoro assume la natura di capitale.
Ne consegue quindi che, quanto più una società si sviluppa, tanto più si riduce la divaricazione tra lavoro e capitale. In prospettiva si potrebbero manifestare le seguenti unificazioni-trasformazioni di categorie della realtà :

Lavoro  =  Capitale
Crescita =  Sviluppo.

 


 

Considerazioni

Quale risultato delle precedenti definizioni, emergono le seguenti considerazioni :

La ricchezza di una regione è determinata dalla fertilità del complesso ambientale (suolo e sotto-sovra suolo).
La fertilità, tranne casi estremi, è un prodotto della  applicazione di lavoro e di capitale al complesso ambientale.
Quindi, se la fertilità determina la ricchezza, una appropriata  applicazione di lavoro-capitale risulta storicamente (nel lungo periodo) determinante per la fertilità di una regione.
Al tempo stesso, una regione storicamente ricca può diventare povera attraverso applicazioni insensate di lavoro e di capitale che sottraggono fertilità senza ricostituirla.

Il benessere (economico) della popolazione di una regione è  determinato dalla applicazione di lavoro-capitale per la  produzione (e distribuzione) di beni e servizi a vantaggio della popolazione di una regione.
Alla formazione di una situazione di benessere concorre il commercio nel caso in cui una regione non sia autosufficiente per quanto riguarda la produzione/dotazione di beni e servizi per il sostentamento e la protezione dei suoi abitanti. In mancanza di beni propri da scambiare (caso estremo), il commercio è  possibile anche attraverso la vendita di lavoro-capitale in forma diretta (es. assolvimento di servizi per la popolazione di altre regioni) o indiretta (es. trasformazione di beni grezzi).

La crescita (economica) di una regione è determinata dalla  applicazione di maggiori quantità di lavoro e di capitale per la produzione  di beni e servizi. La crescita è lavoro e capitale in espansione.

Lo sviluppo (economico) di una popolazione è  determinato dalla applicazione di una qualità progressivamente superiore di lavoro e di capitale per la produzione di beni e servizi. Lo sviluppo è lavoro e capitale in affinamento.

Sul concetto (storico-economico) di sviluppo si focalizza ora l'analisi.

 


 

Lo Sviluppo

Lo sviluppo prodottosi nell'occidente nel corso degli ultimi secoli è avvenuto a seguito di alcuni fattori causali messi in moto da individui e gruppi.
Schematicamente, questi fattori attengono alla sfera morale, psicologica, filosofica, sociologica e tecnologica.

La morale

La morale su cui si basa lo sviluppo poggia su tre pilastri i cui tratti 'ideali' sono :

Operosità.
L'ozio viene considerato indegno dell'essere umano a vantaggio di una etica del lavoro e della produzione che assorbe il mercante e l'artigiano sia quantitativamente (tempo, fatica) che qualitativamente (abilità, ingegno).

Frugalità.
Una vita esemplare è fatta di un uso produttivo del proprio  tempo e del proprio denaro. Il tempo equivale al denaro ("time is money") ed entrambi vanno risparmiati per essere  produttivamente impiegati. Risparmiare tempo vuol dire non perdersi in occupazioni superflue (es. gozzoviglie); risparmiare denaro vuol dire non perdersi in spese superflue (es. lussi e sprechi).

Onestà.
L'onestà significa un lavoro ben fatto a cui corrisponde la  richiesta di un "giusto prezzo". Questa correttezza nella  produzione e nella distribuzione rende superflue le controversie (perdita di tempo), elimina gli imbrogli (perdita di denaro) ed è essa stessa, per quanti la praticano, produttrice di nuove possibilità di lavoro in quanto allarga la fiducia (stima, convenienza) tra produttori-distributori-consumatori.

In sintesi, la nuova morale sottostante il processo di sviluppo si basa sull'associazione e sull'impiego produttivo della triade tempo-lavoro-denaro.

La psicologia

Lo sviluppo prende avvio da individui e/o gruppi che presentano una personalità in cui si assommano due caratteristiche:

Capacità creative
Il desiderio di conoscere e quindi l'allargamento e  l'affinamento delle conoscenze producono combinazioni nuove  di idee e nuove possibilità esistenziali (nuovi modelli concettuali).

Capacità volitive
Alla curiosità conoscitiva si associa una spinta volitiva verso la oggettivazione/concretizzazione/ sperimentazione delle idee e quindi verso la realizzazione pratica del modello concettuale (nuovi modelli comportamentali).  

La presenza congiunta e l'interazione di queste due capacità, nella sfera produttiva, dà vita ad un nuovo soggetto: l'imprenditore.
L' imprenditore è quel soggetto (individuale o collettivo) che riunisce in sé la capacità di concepire il nuovo (creatività) e di realizzarlo (volontà) nell'ambito della produzione di beni e di servizi.

La filosofia

Il quadro di riferimento complessivo che sottostà al processo di sviluppo è definibile sinteticamente come filosofia del progresso. I suoi cardini concettuali e comportamentali sono:

Razionalismo
L'attività è volta al perseguimento di un fine progressivo di ordine individuale e sociale.

Pragmatismo
Il fine perseguito è di natura pratica ed è il prodotto di una attività pratica che viene incoraggiata e valorizzata.

Utilitarismo
Il fine pratico perseguito riveste carattere di utilità individuale e/o sociale.

Positivismo
I mezzi per il perseguimento del fine sono frutto di una attività empirica sperimentale tendente alla ricerca continua della migliore combinazione mezzi-fini.

Evoluzionismo
Il raggiungimento di un fine rappresenta una tappa verso il perseguimento di ulteriori fini di maggiore portata e qualità.

 

La sociologia

L'avvio di un processo di crescita/sviluppo richiede, nel comportamento di individui e gruppi, il passaggio dalla contrapposizione alla cooperazione  e dalla casualità alla regolarità.
Questa reciproca multipla interazione (organizzazione) fra individui e cose si manifesta come:

Amministrazione
Si diffondono sempre più la fissazione di pesi e misure, la  determinazione dei prezzi, il calcolo dei tempi, la classificazione  dei metodi, la catalogazione dei tipi merceologici, i sistemi di contabilità, il tutto nella prospettiva di una standardizzazione  crescente delle procedure (di produzione, di distribuzione).
Questo permette di avviare una espansione della realtà socio-economica (crescita) e di padroneggiarla in maniera sempre più efficiente (sviluppo).

Cooperazione.
Gli individui entrano a far parte (in maniera volontaria o  coatta) di un nuovo universo socio-economico. Ognuno si trova  collocato, almeno nelle prime fasi della crescita-sviluppo, in un  ruolo delimitato e definito. Alla omogeneità dei compiti (ad es. la società di pastori) e alla parcellizzazione sociale (ad es. l'isolamento rurale), si sostituiscono la parcellizzazione dei compiti (ad es. la fabbrica di spilli) e la omogeneità dei comportamenti sociali (ad es. la massa).

In sostanza, la crescita/sviluppo può essere vista come organizzazione
- del tempo
- dello spazio
- dell'individuo/i in un tempo/spazio regolati dalla volontà di dispiegamento massimo delle energie e capacità umane per la produzione di beni e servizi.

 

La tecnologia

Le nuove esperienze e conoscenze si materializzano in nuove scoperte tecniche.
Il processo, schematicamente, si compone di tre fasi:

Invenzione
È la concretizzazione statica di una dinamica intellettuale (teorico-pratica). In questa fase la nuova scoperta riceve espressione ma non ancora utilizzazione.

Applicazione
È il momento della dinamica pratica quando, superati eventuali blocchi individuali e/o collettivi di varia natura (psicologica, sociale, politica, economica, ecc.) la nuova scoperta viene messa all'opera.

Espansione
È il momento della dinamica allargata quando la nuova scoperta diventa patrimonio culturale di individui e gruppi  sociali.

Lo sviluppo è, sotto il profilo tecnologico, la realizzazione continua di cicli completi di scoperte articolate nei tre momenti di invenzione/applicazione/espansione.

 


 

Considerazioni

Sulla base di questi fattori di ordine generale si sono prodotti casi particolari di sviluppo socio-economico che, in rapporto alle diversità regionali, hanno dato vita a esperienze dinamiche diverse sia per quanto riguarda i soggetti fisici promotori (proprietari terrieri, mercanti, inventori, gruppi emarginati) che i mezzi utilizzati (coercizione fisica, incentivazione economica, interiorizzazione etica, ecc.).
In altri termini, i presupposti sopra esaminati, agendo attraverso soggetti e mezzi tra di loro variamente interrelati, con pesi diversi nelle diverse aree geografiche, in rapporto a situazioni antropologiche (essere umano), fisiologiche (ambiente naturale), cronologiche (periodo storico) differenti, hanno prodotto quella dinamica sociale ed economica di trasformazione che definiamo sviluppo.

Contrariamente a ciò, in molti altri casi un processo di sviluppo economico non si è verificato e non è probabile si verifichi fino a quando persisteranno determinati fattori caratterizzanti l'essere umano e il gruppo sociale.
Sulle caratteristiche del nonsviluppo si focalizza ora l'analisi.

 


 

Il Nonsviluppo

Il nonsviluppo è una condizione personale (individuo) e di gruppo (società) in cui sono assenti tutti o quasi tutti i fattori sopra enunciati come base dello sviluppo.
Ripercorriamo quindi brevemente, in negativo, i punti dello schema precedentemente tratteggiato, al fine di mettere in luce le caratteristiche essenziali di un 'tipo ideale' di società di nonsviluppo.

La morale

La concezione morale della società di nonsviluppo mostra le seguenti caratteristiche:

Ozio
Il lavoro, in generale, e il lavoro manuale, in particolare, vengono disprezzati o, quanto meno, trascurati. Infatti essi sono visti essenzialmente come una pena, una costrizione da cui  rifuggire per quanto è possibile.

Consumo
Presso i ceti benestanti e poi, fin dove è possibile lungo la scala  gerarchica delle disponibilità materiali, domina l'etica del  consumo. Il tempo e il denaro vengono consumati in faccende  per lo più non economicamente produttive.

Imbroglio
Sono frequenti le frodi (sulla quantità, sulla qualità, sui prezzi) nella produzione e nel commercio, per non dire che queste sono considerate intrinsecamente attività fraudolente.

In generale si tenta di ottenere un ricavo con il minimo sforzo per cui, al guadagno sulla quantità (prodotta o commerciata) si predilige come obiettivo la massimizzazione della quantità di guadagno che si riesce ad estorcere su quantità ridotte di produzione e di commercio.

La psicologia

Il nonsviluppo è il prodotto di individui e gruppi che presentano una personalità in cui dominano le seguenti caratteristiche:

Tradizionalismo
Fin dalla nascita si è modellati e ci si modella sulla mentalità corrente, frutto delle esperienze del remoto passato (omologia mentale).

Conformismo
Il tradizionalismo mentale si riflette nella vita quotidiana come accettazione del comportamento collettivo dominante (omologia comportamentale).

Fatalismo
Lo sbocco finale è la passività fatalistica che significa blocco di qualsiasi possibilità di concepire e praticare, almeno nell'ambito della società di appartenenza, un futuro diverso.

Date queste premesse (tradizionalismo/conformismo/fatalismo) risulta minima la fiducia di influire sugli eventi perché minima è la propria capacità creativa e volitiva, almeno per quanto riguarda la sfera socio-economica.
Chiaramente, dove mancano la creatività e la volontà in riferimento alla produzione di beni e servizi, risulta assente la figura dell'imprenditore cioè di quel soggetto (individuale o di gruppo) che mette in moto il processo di sviluppo.

La Filosofia

La concezione generale della società di nonsviluppo è definibile come filosofia dell'immutabilità. Ciò vuol dire che il processo esistenziale attraversa, nel corso storico delle generazioni, un ciclo di esperienze assunto come ripetitivo e non cumulativo-progressivo.
Mezzi e fini sono dati una volta per tutte e provengono come eredità dalle generazioni passate, occupate anch'esse nella perpetuazione pura e semplice dell'esistenza e dell'esistente.
Se intervengono fenomeni nuovi sono quasi sempre un portato dall'esterno, sono visti come turbativi di un equilibrio secolare e rappresentano quindi qualcosa da temere o di cui, quanto meno, diffidare.

La Sociologia

Nonamministrazione
Poiché la realtà produttiva complessiva è un fenomeno non regolare, di portata limitata, non vi è necessità di calcolo e di classificazione se non a livello molto elementare e comunque sempre compatibilmente alle capacità di calcolo e di scrittura possedute dai singoli.

Noncooperazione
Domina la parcellizzazione sociale (clans, caste, cosche, ecc,) che significa particolarismo, scarsa solidarietà nel complesso dell'aggregato sociale di una regione, incapacità di cooperazione talvolta persino all'interno del proprio gruppo familiare o parentale.

La Tecnologia

L'universo del sapere è anch'esso ripetitivo e non cumulativo per cui ne risulta che la tecnica è un dato acquisito talvolta da secoli e il progresso tecnico non è concepibile autonomamente né spesso è praticabile come importazione meccanica dall'esterno se non a seguito di una modifica profonda dei valori di base della società di nonsviluppo.

 


 

Lo schematico apparato concettuale fin qui elaborato viene ora applicato ad una determinata situazione storica, geografica, sociale ed economica : il Mezzogiorno d'Italia.
Preliminarmente però è necessario mettere brevemente in luce i temi centrali del problema noto come la "Questione Meridionale."