Gian Piero de Bellis

Poliarchia : un Paradigma

(2002 - 2013)

 


 

Il paradigma della poliarchia : presentazione

La confusione attuale
Il vecchio paradigma : difetti
Il nuovo paradigma : funzioni
I saggi

 


 

La confusione attuale  (^)

  Le trasformazioni culturali e le innovazioni tecniche avvengono ad un ritmo prodigioso. Al tempo stesso però, il pensiero e l'azione politica e sociale sono rimasti praticamente invariati e sono, attualmente, così al di fuori della realtà, da essere come un congegno rotto, guasto, in altre parole, fuori uso.
Eppure, nuovi eventi si manifestano di continuo perché la storia non si arresta. Gli individui si muovono ed evolvono anche quando essi non sanno con precisione dove stanno andando e chi diventeranno.
  Alla fine del XX secolo, il collasso dell'Unione Sovietica, la disintegrazione della ex Jugoslavia, il venir meno di molte barriere e di molti confini in Europa e altrove, la fine delle distanze nella comunicazione, la riduzione delle dimensioni attraverso la miniaturizzazione dei congegni, tutti questi fenomeni, tra gli altri, annunciano la dissoluzione della realtà prodotta durante l'epoca degli stati nazionali e delle guerre nazionali (ad es. settorializzazione, meccanizzazione, gigantismo, ecc.) senza necessariamente presentare, con chiarezza, ciò che emergerà al suo posto.
  Questa situazione di confusione, che porta o ad una accettazione passiva degli eventi o ad una interpretazione distorta e ad un intervento distruttivo, rimarrà tale fino a quando non verranno prodotti nuovi strumenti concettuali capaci di organizzare la realtà nella teoria e di padroneggiarla nella pratica.
 

Il vecchio paradigma : difetti  (^)

  La confusione nella teoria e nella pratica deriva dal fatto di osservare e valutare la realtà attraverso le lenti di un paradigma che presenta troppe manchevolezze e contraddizioni perché possa essere rimesso a nuovo attraverso integrazioni e correzioni.
Questo vecchio paradigma è basato su determinati concetti e attitudini (mentali e comportamentali), accettati quasi senza discussione. Essi possono essere sinteticamente identificati nei seguenti aspetti:

Frammentazione. La realtà è rappresentata come composta di frammenti, cioè di atomi materiali e sociali, che vengono riuniti in maniera meccanica.
Semplificazione. Le relazioni tra le parti di questa realtà frammentata si ritiene siano basate su una causalità mono-lineare, in altre parole, che una causa principale conduca direttamente ad un effetto principale.
Contrapposizione. Le parti semplici della realtà sono viste come atomi in collisione tra di loro e sono rappresentate attraverso l'uso di una terminologia incentrata su polarità (bianco, nero), dialettica (tesi, antitesi), lotta (per la sopravvivenza, per l'emancipazione di classe).

  Nel corso del tempo, questi concetti e attitudini hanno subito talune revisioni o aggiunte. Nuovi atteggiamenti mentali sono stati assorbiti, quali ad esempio:

Integrazione. Le parti che compongono la realtà sono state assunte sotto alcune totalità. Da quel momento in poi molti esponenti delle scienze sociali si sono concentrati sulle totalità e hanno iniziato a ripetere che "l'intero è più grande della somma delle parti", citando erroneamente o mal interpretando Emile Durkheim che affermava che "un tout n'est pas identique à la somme de ses parties" [un intero non è identico alla somma delle parti] (Les règles de la méthode sociologique, 1895). A iniziare da allora, è diventata una proposizione intellettualmente autorevole il fatto che la società (l'intero) è più importante, in quanto più grande, delle parti che la compongono (comunità, individui).
In realtà, le entità delle realtà sono, contemporaneamente, interi e parti, all'interno di un continuum. Inoltre, un intero può essere funzionalmente "più piccolo" delle parti che lo compongono (ad esempio, una famiglia disfunzionale).
Plausibilità. La semplicità è stata rafforzata dalla plausibilità. Questo ha reso possibile l'accettare che ciò che è plausibile nelle scienze sociali è anche, in linea generale, vero. Fino ad un periodo recente, non molto spazio veniva attribuito agli aspetti contro-intuitivi della realtà. Per questo motivo il discorso sociale era ed è tuttora infarcito di affermazioni plausibili ripetute di sovente, senza che la loro veridicità venga sottoposta ad un esame critico. In presenza di questa situazione, l'espressione 'plausibile ma non vero' dovrebbe diventare una espressione corrente all'interno del nuovo paradigma.
Funzionalismo. Gli eccessi del modello basato sulle contrapposizioni sono stati attenuati dalla visione funzionalista. Questo non ha risolto il problema in quanto si è cercato di sostituire un ritratto parziale della realtà con un altro ritratto parziale. Il funzionalismo al posto del conflittualismo non rappresenta un progresso sostanziale verso una migliore comprensione della realtà. Ciò di cui vi è bisogno è un approccio radicalmente nuovo capace di render conto della incredibile ricchezza delle entità e delle relazioni, di cooperazione e competizione, che compongono e animano il mondo attuale.

  Per tutti questi motivi, nessuno sforzo, per quanto grande, di rabberciamento teoretico, sembra sufficiente a riportare il vecchio paradigma in uno stato di utilizzo pratico.
     Occorre sostituirlo con un nuovo paradigma.
 

Il nuovo paradigma : funzioni  (^)

  Si sente da tempo il bisogno di un nuovo paradigma.
Esso dovrebbe dare risposta alle seguenti funzioni:

interpretazione: percepire e organizzare nuovi fenomeni in una maniera ricca di significato e di possibilità operative;
concezione: liberare la mente da concetti e attitudini fuori del tempo, per essere in grado di concepire nuove configurazioni;
costruzione: proiettare le nuove configurazioni dal piano mentale (teoretico) a quello materiale (pratico) senza soluzione di continuità.

  Sussiste dunque una connessione evidente tra l'emergere di un nuovo paradigma e la messa in atto di una nuova  prassi volta a costruire nuove realtà (possibili e preferibili).
In caso contrario, se rimaniamo ancorati a paradigmi desueti e disfunzionali, continuiamo a produrre e a trasmettere miti ancorati alla perpetuazione di vecchie finzioni invece di produrre scienza, vale a dire conoscenza, basata sulla interpretazione di nuovi fatti.
 

I saggi  (^)

  I saggi che vengono qui presentati intendono offrire un contributo nel far emergere un nuovo paradigma.
  Lo scopo principale consiste nell'offrire materiali da esaminare al fine di stimolare gli individui alla discussione. Esame e discussione dei dati e delle tesi contenute in questi saggi dovrebbero condurre, nel corso del tempo, alla loro conferma o alla loro confutazione. Ciò rappresenterebbe, in ogni caso, un avanzamento nelle conoscenze, lontano dall'attuale situazione stagnante che caratterizza le scienze sociali, in particolar modo le scienze politiche.
  I saggi possono essere letti l'uno indipendentemente dall'altro oppure in sequenza, l'uno dopo l'altro. Una certa ridondanza (riaffermazione dello stesso concetto) verrà riscontrata da coloro che esamineranno tutto il materiale.
  Alcuni punti della presentazione, in particolar modo quelli riguardanti il quadro d'insieme del nuovo paradigma, verranno trattati un po' più a fondo nel sommario conclusivo.