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3 Luglio 2011 - Aggiornamento (Gian Piero de Bellis)
Nel corso della prossima settimana saranno messe su Internet alcune foto concernenti la manifestazione del 16 Giugno a Roma contro Equitalia.
La scarsa partecipazione alla manifestazione e una divisione-confusione sui temi del manifestare (contro Equitalia o contro questo mitico signoraggio) dovrebbe far riflettere sull’uso di questo strumento. In futuro si dovrebbe agire in maniera meno convenzionale (azioni invece di manifestazioni) e più decentralizzata (nei piccoli centri e non a Roma).
Sono finalmente disponibili (grazie a Carmelo Miragliotta) gli adesivi di cui si era parlato nei mesi scorsi. Se qualcuno, nel corso di qualche manifestazione futura nella sua zona, avesse intenzione di utilizzare anche questo strumento di espressione del proprio scontento, non deve fare altro che inviare un messaggio a Carmelo che poi provvederà a inviarne un certo numero. Si invita poi sempre a documentare con foto o scritti qualsiasi eventuale azione.
Carmelo ha poi anche rilanciato il tema delle comunità volontarie e inviterei tutti a documentarsi al riguardo e ad approfondire l’argomento. Lo Stato centralizzato, monopolista, oppressore, andrà avanti fino a quando non sapremo opporre, teoricamente e praticamente, un modello alternativo. Anche per quanto riguarda le tasse, il problema sarà risolto solo quando saremo in grado di mettere in atto un circuito di scambi che non hanno bisogno della moneta a corso legale (cioè forzoso). La cosa è meno campata in aria di quanto potrebbe sembrare a prima vista ad alcuni.
MANIFESTAZIONE DI RESISTENZA CONTRO EQUITALIA
ROMA 16 Giugno 2011
18 Maggio 2011 - Aggiornamento (Gian Piero de Bellis)
L’azione programmata di attaccare un adesivo di denuncia presso le sedi dell’estorsione statale sta prendendo corpo con la stampa degli adesivi di cui si sta facendo carico Carmelo Miragliotta. La settimana prossima gli adesivi dovrebbero essere pronti e a quel punto sarebbe opportuno verificare ancora una volta la disponibilità di ognuno di noi a compiere un gesto di denuncia finalizzato a svegliare dal loro torpore altre persone nelle varie zone d’Italia. L’obiettivo inoltre è fare capire al potere che non siamo pecore da tosare e che all’occorrenza possiamo trasformarci in lupi che non hanno paura di gettarsi addosso a colui che si ritiene il padrone, anche se è armato di bastone o pistola.
Per il momento diamo il primo avvertimento: Fermatevi!
Chi è interessato all’azione può comunicare nei prossimi giorni, anche usando l’indirizzo e-mail del gruppo (faes.org@gmail.com) o la pagina di Facebook o la casella postale di Facebook (di Asia, di Carmelo o mia) di quanti adesivi ha bisogno. Successivamente dovremmo dare anche il nostro contributo finanziario per coprire le spese che Carmelo sta sopportando da solo.
13 Aprile 2011 - Aggiornamento (Gian Piero de Bellis)
Arrivati a questo punto è necessario sapere, entro la fine della settimana, quanti sono coloro disponibili a stampare l’adesivo (o a contribuire per la stampa dell’adesivo) e a metterlo nei luoghi adatti nella propria città (o altrove). Come scrivevo nell’ultimo aggiornamento del 5 Aprile:
- Noi dobbiamo essere in grado di stampare l’adesivo, metterlo sulle sedi dei centri di estorsione e documentare il tutto con delle fotografie. Io suggerirei di aggiungere anche, quando si scarica le foto sul computer, la data e il nome della città.
- Si potrebbe anche fare la foto di un monumento famoso che richiama la città o di un cartello stradale della città. Sarebbe bene essere in due così si fanno le cose per bene e non ci si sente isolati.
- Alla fine abbiamo un album che facciamo circolare su Internet con foto che mandiamo a giornali (locali e nazionali).
- Noi dobbiamo trasformare questo intervento in una specie di happening fotografico-artistico-documentario di protesta, sensibilizzazione e controinformazione. Oltre che essere una prova che un gruppo operativo inizia a esistere.
L’intervento dovrebbe andare avanti anche se ci sono solo pochissime persone disponibili; ma allora, a quel punto, dobbiamo esaminare attentamente come mai le persone, pur scontente e incavolate, non sono disponibili ad un impegno seppur minimo (sfiducia, paura, impegni pressanti, ecc.). Noi dobbiamo mettere su una strategia per il lungo periodo e quindi è importante capire alcune cose in modo da evitare sia le fughe in avanti di alcuni che finiscono per logorarsi, sia l’immobilismo di molti che finisce per logorare tutti. In entrambi i casi il risultato è quello di perpetuare il potere e le sue malefatte. Se riusciamo a superare questi due scogli, anche se ci vuole più tempo del previsto, allora possiamo pensare e sperare in una dinamica di liberazione.
8 Aprile 2011 - Aggiornamento (Gian Piero de Bellis)
Io penso che entro i prossimi giorni dovremmo avere chiarito gli aspetti tecnici riguardanti l’adesivo e dovremmo allora sapere:
- chi è in grado di stamparselo acquistando la carta adesiva e utilizzando una stampante a colori;
- in quale città-località sarebbe disposto ad attaccarlo.
Io sarei dell’idea che sarebbe meglio essere in due per attaccarli e per fare le foto in modo da non essere mai isolati contro i banditi.
Nei prossimi giorni rimanderò questo messaggio alla lista delle persone che hanno dato la loro disponibilità. A un certo punto dobbiamo far seguire alle parole l’azione, anche una minima azione di denuncia e di controinformazione come questa.
5 Aprile 2011 - Aggiornamento (Gian Piero de Bellis)
Queste sono le ultime informazioni riguardanti l’intervento di denuncia tramite adesivo.
- Seguendo il suggerimento di Giacomo Zucco si è deciso di fare una stampa decentrata (ognuno con la sua stampante a colori).
- Giacomo sta facendo delle prove per poi comunicare a tutti i risultati quanto prima (quando non ha più la febbre).
- Il costo di 30 adesivi si dovrebbe aggirare intorno ai 10 euro, una somma che vale la pena di spendere a meno che non vogliamo rimanere servi per tutta la vita.
- Questo primo intervento potrebbe essere chiamato “Operazione Amélie” il che risulta chiaro a tutti coloro che hanno visto il film.
- Noi dobbiamo essere in grado di stampare l’adesivo, metterlo sulle sedi dei centri di estorsione delle nostre città e documentare il tutto con delle fotografie. Io suggerirei di aggiungere anche, quando si scarica le foto sul computer, la data e il nome della città.
- Si potrebbe anche fare la foto di un monumento famoso che richiama la città o di un cartello stradale della città.
- Alla fine abbiamo un album che facciamo circolare su Internet con foto che mandiamo a giornali (locali e nazionali).
- Noi dobbiamo trasformare questo intervento in una specie di happening fotografico-artistico-documentario di protesta, sensibilizzazione e controinformazione.
- Tutte le questioni tecniche dovrebbero emergere quanto prima da parte di coloro che sono interessati all’azione ma hanno dei dubbi riguardo alle modalità.
Se noi riusciamo a effettuare questo primo intervento e a pubblicizzarlo alla grande per coinvolgere altre persone, allora possiamo davvero continuare fino al ribaltamento di questo sistema vergognoso di oppressione e di sfruttamento.
29 marzo 2011 - Esortazione all’azione (Carmelo Miragliotta)
Mi scuso prima di tutto per essere “sparito” per diversi giorni ma un’influenzona mi ha tenuto inchiodato a letto con una testa pesante un quintale e oltre. Malanno personale superato, ci resta quello comune e più agguerrito: l’oppressione estorsiva, burocratica e politicante di questo SISTEMA. Ed è su questo argomento che voglio ritornare dopo l’idea, lanciata circa una settimana fa, sulla nostra prima azione comune consistente nell’affissione di adesivi sulle porte dei “tre mostri” in contemporanea ed in un numero significativo di capoluoghi di provincia.
L’azione “adesivi” non è, di per sé, un’azione dirompente né tantomeno pericolosa o compromettente per chi la fa; nessuno ci porterà in tribunale per aver attaccato degli adesivi di massimo 10 cm di diametro su una porta a vetri: sarebbe paradossale, forse addirittura comico.
Ma avrà una doppia valenza, importantissima:
1. Testare la nostra capacità e determinazione a fare.
2. Far sapere alla controparte ed ai tantissimi oppressi, soli e perseguitati, che qualcosa e qualcuno comincia a muoversi.
Per quanto riguarda la prima motivazione a) è essenziale sapere e dimostrare se effettivamente “ci siamo”. Sapere se subito dopo gli affetti familiari e la salute viene il desiderio di libertà o se(, io lo temo,) molti di coloro che si lamentano, protestano e s’indignano usano rifugiarsi dietro alla scusa degli impegni di lavoro perché l’attività, il lavoro senza libertà e sotto oppressione ed estorsione non durerà molto a lungo. Quindi chi vuole effettivamente passare all’azione dovrà anteporre la lotta per la libertà al lavoro nel senso che dovrà trovare un momento di break così come lo trova, e come se lo trova !!!, quando viene convocato dagli aguzzini. Quindi, secondo me, chi non può sacrificare qualche ora del suo tempo lavorativo per un’azione da svolgere in concerto non è vero che si sente oppresso o almeno non lo è ancora a sufficienza. Continui pure la sua vita da schiavo.
Per il secondo punto b), penso sia ormai convinzione di tutti (esistono decine, forse centinaia di gruppi) che Facebook ha solo un’utilità di discussione per i frequentatori del social network; con questa prima azione dimostreremo che abbiamo creato una rete vera, reale: siamo arrivati all’entrata dei palazzi !!!
Quanto ai tipi di adesivi, penso che ne esista solo uno con due parti di un unico messaggio:
1° - FERMATEVI: un “invito” netto, imperativo.
2° - CI STATE DISTRUGGENDO (oppure: PRIMA DI PORTARCI ALLA SCONTRO) che è la denuncia della conseguenza della loro scriteriata e miope azione.
Come già detto nel precedente intervento questo “lavoro” dovrà essere fatto in contemporanea, nel numero maggiore di città possibile, documentato con scatti fotografici.
Non serve alcun censimento delle sedi di Agenzia delle Entrate, Equitalia e Guardia di Finanza; ognuno di noi va su www.paginebianche.it e digita il nome dei tre mostri del proprio capoluogo di provincia. Apparirà via, numero civico e perfino il telefono !!!
Non bisogna nascondersi o camuffarsi anzi, se in prossimità dei palazzi ci fossero delle video camere sarà bene mostrarsi di fronte e di profilo: GLI UOMINI POTENZIALMENTE LIBERI, anche se momentaneamente sottomessi, NON HANNO PAURA DI RECLAMARE LA PROPRIA LIBERTA’. Spartacus era incatenato ai remi ma i suoi aguzzini lo temevano (ed alla fine vinse purtroppo fu sconfitto) !!!
Voglio terminare dicendo che questo gruppo: Federazione Anti-Estorsione di STATO non è nata dietro alcuna prescrizione medica ma dalla volontà e convinzione di alcuni di noi cui altri hanno liberamente (e speranzosamente) aderito. Quindi adesso è l’ora del primo test. Dovessimo accorgerci di esserci sbagliati non è un problema: possiamo fare marcia indietro, tornare a cuccia e dimostrare a noi stessi ed al SISTEMA (che sicuramente ci sta osservando come osservano a controllano qualunque foglia che si muove) la nostra codardia è propensione alla sottomissione.
Credo che nelle prossime ore Gian Piero de Bellis metterà on-line un adesivo e chiederà a coloro che hanno fornito e-mail e città di residenza la loro disponibilità a questo semplice, facile primo atto, lasciando ad altri che lo vorranno la possibilità di aggiungersi. La risposta non potrà essere che un si o un no o una non risposta che equivarrà a un no.
Se raggiungeremo un numero significativo si va avanti, altrimenti a cuccia e finisce lì.
Marzo 2011 - Azione Affissione: invito agli estorsori a riflettere (Carmelo Miragliotta)
Bene, a questo punto penso che bisognerà cominciare a dare dei segnali partendo da un primo "piccolo" ma DETERMINATO messaggio a chi sta cercando di creare una ulteriore contrapposizione tra i lavoratori. La prima, sulla quale politicanti, burocrati e sindaclisti, sono vissuti e prosperato per decenni è stata quella tra lavoratori dipendenti e lavo...ratori autonomi; QUELLO CUI SI STANNO IMPEGNANDO IN QUESTO FRANGENTE E', SE POSSIBILE, ANCORA PIU' ODIOSA: gli onesti contribuenti (che li mantengono con rassegnazione) e gli "evasori" che protestano e cercano, riuscendocii malamente, a difendere una parte di quel 70% circa che sistematicamente il SISTEMA ci estorce.
L'IDEA E' QUELLA DI STAMPARE DEGLI ADESIVI DI OTTIMA QUALITA', RESISTENTI ALL'ACQUA, AL SOLE ED AL TEMPO, ED INCOLLARLI SULLE PORTE DI ENTRATA DI AGENZIA DELLE ENTRATE, EQUITALIA GUARDIA DI FINANZA. Per il momento solo questi tre "artigli" della BESTIA, che sono i più direttamente coinvolti e responsabili, con, all'interno del logo di FAES (federazione anti-estorsione di STATO) una breve frase tipo quelle che seguono:
- FERMATEVI, CI STATE DISTRUGGENDO
- FERMATEVI, PRIMA DI TRASCINARCI ALLO SCONTRO
- FERMATEVI, STATE IMPOVERENDO IL TESSUTO PRODUTTIVO
- FERMATEVI, STATE AMMAZZANDO LA VACCA DA LATTE
O altre frasi che si ritengono più appropriate e che potrete segnalare.
E' un primo segnale, ANCHE PER NOI STESSI, che la rete è stata creata !!! perchè ognuno di coloro che fa parte degli oppressi e dei persequitati dal fisco e dalla burocrazia e che ha dato al gruppo la propria disponibilità trasmettendo provincia di residenza e contatti e-mail ecc., parteciperà all'affisione, contemporaneamente ad una data da stabilirisi, FOTOGRAFANDO, dopo averli applicati, i luoghi tappezzati con il messaggio.
Ne risulterà:
a) Un messaggio vero, visibile (che non esclude anche messaggi e comunicazioni on line) ai satrapi MA SOPRATTUTTO "agli utenti" che sono costretti a varcare quei portoni e si renderanno conto di non essere più soli (mi viene in mente lo spot messo on line da Asia Barberini).
b) Una raccolta fotografica della prima manifestazione organizzata ma allo stesso tempo individuale, ciascuna nel proprio capoluogo di provincia dove "gli obbietti estorsori" sono ubicati.
c) La nostra capacità operativa.
SE SIETE D'ACCORDO ... SI PARTE !!!
Marzo 2011 - Proposte (Cosa - Come - Perché)
A questo punto, mentre continua in permanenza l’attività di informazione volta a accrescere il numero delle persone della Federazione, potremmo iniziare a formulare e strutturare proposte operative. Alcune sono già state avanzate recentemente. Io chiederei di riformularle in maniera chiara e sintetica e di aggiungerne altre sulla base di questo modello:
Cosa Fare: Iniziative, Azioni, Interventi, presentati con alcune parole (massimo due frasi)
Come Fare: Metodi, Mezzi, Forme per tradurre in pratica la proposta.
Perché Farlo: Breve spiegazione del significato e dell’importanza attribuita alla proposta. Quest’ultimo punto può essere tralasciato se la proposta chiarisce già molte cose.
Marzo 2011 - Competenze - Disponibilità - Località - Contatto
In questa pagina inviterei coloro che si sono iscritti al gruppo finora (e quelli che si iscriveranno in futuro) a mettere a conoscenza di tutti una serie di informazioni per permettere al gruppo di operare in vista dei suoi obiettivi (la liberazione degli individui dall’oppressione statale).
Le informazioni che ritengo utili condividere sono:
- Competenze: ad es. in problemi legali, fiscali, di documentazione, di informazione, in economia, diritto del lavoro, ecc. ecc. Le competenze di tutti possono essere utili (anche in ingegneria, agronomia, fisica e quant’altro).
- Disponibilità: ad es. al lavoro di ricerca, di documentazione, di controinformazione, di assistenza legale, ad offrire pareri tecnici, al partecipare a manifestazioni, sit-in, azioni non-violente, ecc.
- Località: luogo in cui si abita e zona in cui si potrebbe essere operativi (se possibile dire anche se si è disponibili a muoversi in Italia anche lontano da casa)
- Contatto: i contatti avvengono su Facebook ma qualcuno potrebbe essere interessato a scambi di idee via Skype o via e-mail. In tal caso aggiungere questi dati. Chiaramente, a mio parere, non dovremmo poi esagerare con conversazioni o messaggi altrimenti rischiamo di logorarci in un chiacchiericcio improduttivo.
Questi dati saranno poi organizzati in modo che, a una ricerca per parole chiave su competenze o disponibilità, sono subito rintracciabili le persone di riferimento.
Questa è solo la prima fase necessaria per dare un minimo di struttura conoscitiva e operativa al gruppo prima di passare alla fase di individuazione di un tema-problema di intervento.
Eventuali suggerimenti che migliorano (senza complicare troppo) questo approccio sono i benvenuti.
Marzo 2011 - Delle Cose da Realizzare (Carmelo Miragliotta)
Una breve riflessione:
a) Ci sono obbiettivi ideali culturali che ognuno di noi vorrebbe realizzare indipendentemente dal resto del mondo. Sarebbe bello ma poco realizzabile se non, e non sempre, in lunghissimi tempi.
b) Ci sono altre aspirazioni alle quali molti guardano senza trovare il mezzo ed il modo per realizzarle, che potrebbero diventare r...ealtà in breve/medio termine se solo ci fossero degli organizzatori che volessero e sapessero coordinare le aspettatite e desideri di tanti.
c) Ci sono infine cose da fare il più in fretta possibile, per salvare il salvabile, prima che anche coloro che non se ne rendono conto abbiano a patirne molto seriamente. In questo terzo gruppo affluirebbe la stragrande maggioranza delle persone sane se solo si riuscisse a parlare con loro. Resterebbe fuori solo quella minoranza arrogante e parassitaria che dell'oppressione e dello sfruttamento del prossimo ne ha fatto un mestiere a proprio esclusivo privilegio.
Marzo 2011 - Proposte sulla strategia (Giacomo Zucco)
Ciao a tutti,
provo a dare qualche piccolo contributo di dettaglio strategico e di idee, spero non del tutto inutile, rispetto alle varie tipologie di azioni concrete che si potrebbero perseguire (seguendo la traccia data da Carmelo e altri spunti).
I - Studiare strategie per creare sacche di mercato "a prova di estorsione".
Una prima azione concreta potrebbe essere quella di iniziare a studiare, mettere a punto e finalmente utilizzare, prima "tra di noi" e poi allargando il cerchio, metodi di commercio, scambio, lavoro e attività economica in genere che siano quanto più possibile al riparo da estorsioni dirette (tasse) e indirette (inflazione monetaria). Katya Diomeda ha iniziato, poco sotto, una bella discussione a riguardo, ricca di spunti e di proposte. Il mio suggerimento è di puntare molto su questo fronte, anche se magari con strumenti il più possibile già consolidati e diffusi a livello globale, sia perchè il problema di sistemi simili è l'accordo degli utilizzatori, senza il quale sono inusabili...sia perchè in caso di valute "fai-da-te" è molto alto il rischio di truffe, buffonate, autogol dal punto di vista legale, "inflazione privata", contatti con psicopatici signoraggisti e così via. Molti miei amici suggeriscono di creare una rete di commercianti e professionisti che accetta direttamente l'oro come valuta: quello è sicuramente il mezzo più consolidato della storia dell'uomo...ma non si tratta di un sistema molto pratico oggigiorno. Altri (come Fabrizio Fv, sempre in quella discussione) suggeriscono mezzi consolidati di valuta virtuale, come Bitcoin, abbastanza utilizzato in ambito agorist, ma forse meno "affidabile" dell'oro. Ci sono anche sistemi intermedi, che mi sembrano i migliori: valute elettroniche basate su titoli in oro...la migliore mi sembra essere www.pecunix.com . Ditemi cosa ne pensate.
II - Iniziare a contrattaccare identificando gli estorsori.
Una seconda azione, come suggerito da Carmelo, può essere quella di "rendere pubblici i nomi di chi ci perseguita e opprime al riparo di coppola e tesserino", ovvero segnalare il nome e tutte le informazioni personali di cui si viene in possesso dei picciotti statali e para-statali direttamente coinvolti nel racket: funzionari e dirigenti dell'agenzia delle entrate, finanzieri, politici con responsabilità diretta e personale di equitalia. L'informazione è potere...non è la sola forma di potere, ma è una delle forme...e attualmente è una delle pochissime forme che possiamo utilizzare. Crediamo un database online con tutte queste informazioni. Stiamo attenti a non fare passi falsi dal punto di vista legale e giudiziario, altrimenti si fa più danni che benefici: niente minacce dirette, attenzione(per quanto possibile) ai vincoli legali sulla privacy, e così via. I dati possono essere poi utilizzati sia per "conoscere il nemico" che anche per iniziare un po' di attività di sputtanamento e, soprattutto, di sovraccarico comunicativo: mail di richieste di informazione e chiarimenti (diverse al giorno), iscrizione a qualche simpatica newsletter (occhio però)...eccetera eccetera. Alcuni nomi io li posso già raccogliere a partire dalle segnalazioni incredibili e inquetanti relative alla cosca di equitalia, in cui sono incappato grazie alla mia attuale attività nel movimento Tea Party Italia.
III - Rendere difficile il "lavoro" dei vari estorsori.
Una terza tipologia di attività può essere quella di "vendere cara la pelle", dal punto di vista delle perdite di tempo e delle complicazioni burocratiche. Agendo solo in modo individuale, ovviamente, tutto il tempo e la fatica in più che si rubasse agli estorsori equivarrebbe ad una quantità uguale e simmetrica di tempo e fatica in più da parte dei vessati...ma agendo in modo organizzato e integrato, con spartizione di compiti e condivisione d'esperienze e materiali (moduli precompilati, collezioni di casistiche standard, documentazione varia, eccetera), si dovrebbe riuscire a sfruttare dei vantaggi di scala da parte nostra, in modo tale che ricorsi, contestazioni, complicazioni, telefonate di chiarimento, richiesta di copia di documentazione e altri "fastidi" costino meno a noi di quanto non costano ai burocrati del fisco. Per questo tipo d'azione, ovviamente, sono necessarie delle professionalità e delle competenze specifiche al nostro interno: commercialisti, tributaristi, fiscalisti, avvocati, ecc. Purtroppo, in genere, persone dotate di simili professionalità non elargiscono consulenze "per la causa" e soprattutto tendono a non combattere contro il sistema di estorsione statale...anche perchè è grazie a quel sistema che il loro lavoro esiste. Però non è una regola generale: sempre grazie all'esperienza del movimento Tea Party Italia, a cui accennavo prima, sto vedendo che ci sono molti contro-esempi: professionisti di vario genere che si spendono per consulenze gratuite e denunce (quantomeno nei cosi di abuso più evidente e più odioso e di manifesta illegalità di casi specifici, che si aggiunge ovviamente all'immoralità della tassazione in generale).
IV - Far sentire una voce di dissenso e risvegliare le coscienze.
La quarta tipologia di azione, ovviamente, è quella di tipo provocatorio-mediatico-propagandistica! Molti nel gruppo hanno parlato di azioni eclatanti, atti di protesta, manifestazioni...tutto giustissimo! Io come consiglio suggerirei di non precludere anche una certa parte culturale-scientifica a fare da sostegno a queste attività: è vero che per raggiungere i grandi numeri e per scuotere l'opinione pubblica servono cose dirette, semplici, comprensive, eclatanti...ma sul lungo termine anche un supporto solido si rivela necessario. L'idea di Carmelo di creare eventi in simultanea in vari parti del paese è ottima e di grande effetto: è stata una delle carte vincenti delle prime proteste dei Tea Party americani, organizzate tramite la rete e verificatesi in simultanea in più città degli states. A tal proposito..ritorno ancora sul tema del movimento Tea Party Italia (mi perdonerete, spero) per sottolineare che, mentre le prime tre tipologie di azione da me qui riassunte sono parzialmente al di fuori dell'ambito di attività di un simile movimento (soprattutto la prima), quest'ultima tipologia (proteste/manifestazioni/eventi/propaganda/provocazioni/produzione di cultura) ne è ESATTAMENTE uno degli scopi principali (l'altro è il tentativo di pressione lobbistica sulla politica, che viste le premesse direi non essere l'obiettivo più appropriato per questa "federazione"). Il mio consiglio è sempre quello di creare massa critica e di connettere tutti gli strumenti che servono al medesimo scopo, anche se con stili o strategie differenti...quindi per questo punto IV io invito caldamente Asia, Carmelo e tutti gli altri a mantenere contatti e collegamenti, per quanto critici e mirati, con iniziative differenti ma analoghe (non solo TPI...ce ne sono anche altre).
Marzo 2011 - Possibili Azioni (Marcello Mazzilli)
Io propongo piccole azioni di guerrilla marketing tipo i manifesti a piacenza la scorsa settimana. Dipingere di rosso la fontana di Trevi, proiettare sulla cupola s. Pietro una scritta, mettere migliaia di palloni con le scritte nel Tevere, manifestare simbolicamente in mutande davanti al min delle finanze etc....
14 Marzo 2011 - Aggiornamento (Gian Piero de Bellis)
Mercoledì verrà aperto lo spazio per raccogliere in maniera strutturata le proposte di intervento da discutere in una fase ulteriore.
Intanto sarebbe utile continuare nel lavoro di costruzione di contatti, informando altre persone, associazioni, blogs, etc. dell'esistenza di questa neonata Federazione.
In tal senso si stanno già muovendo:
- Carmelo Miragliotta in vista di un possibile miglioramento del logo disegnato da Marcello Mazzilli. I grafici, disegnatori, creativi del gruppo sono pregati di mettersi in contatto con Carmelo (via e-mail o via Facebook) per convogliare suggerimenti e proposte precise. Se qualcuno vuole ricevere il jpg del logo per rifletterci sopra me lo faccia sapere.
- Asia Barberini per quanto riguarda l'aspetto di produzione artistica, grafica, di illustrazioni e di video che è una parte importante della comunicazione di nuove idee e del coinvolgimento di nuove persone. Anche qui, i creativi sono invitati a mettersi direttamente in contatto con Asia nelle forme e nei modi ritenuti utili (con suggerimenti e proposte).
- Gian Piero de Bellis con l’inizio di un piccolo database in cui raccogliere indirizzi utili (soprattutto indirizzi Web) di associazioni, gruppi, blogs, etc. etc. da informare e possibilmente coinvolgere per future iniziative. Noi dobbiamo formare una rete capace di strangolare (metaforicamente) la piovra. Tutti coloro che hanno indirizzi utili possono inviarmeli e io costruirò il tabulato che metterò a disposizione di tutti.
Come disse Charlie Chan: Un viaggio di mille miglia comincia con un passo.
Marzo 2011 - Aggiornamento (Gian Piero de Bellis)
Come passaggio preliminare prima di arrivare a una lista (da discutere) di possibili temi di azione del gruppo, sottoscrivo una recente proposta di Carmelo. Quindi nei prossimi giorni (arrivati o no a quota 100) suggerirei di aprire una pagina all’interno del gruppo in cui ognuno porta a conoscenza di tutti, quelle che sono le sue competenze (ad es. esperto in diritto, informatica, contro-informazione, ecologia, ingegneria, economia, diritto tributario, ecc.) e quelle che sono le sue disponibilità (documentazione, assistenza legale, presenza ad una manifestazione, supporto informativo, ecc.). Questo ci permetterebbe anche di capire quello che è possibile fare almeno nella situazione attuale con le risorse umane a disposizione. Se, ad esempio, nel gruppo ci fossero 2-3 avvocati disponibili si potrebbe davvero puntare anche a “Rendere i SERVI-tori dello STATO insicuri e indecisi ...” (altra proposta di Carmelo) utilizzando le leggi per combattere l’illegalità dello stato (les emmerder). Vedete anche il messaggio di Galgano Palaferri che faceva riferimento al blog di confcontribuenti.
Una cosa che dobbiamo anche valutare è come mettere in atto un processo decisionale efficace che superi sia il verbalismo (discussioni senza decisioni) sia l’autoritarismo (decisioni senza discussioni).
Marzo 2011 - Primo Appello all'azione (Carmelo Miragliotta)
APPELLO
Rivoltosi, rivoluzionari, oppressi, stufi, persone che non ne potete più e vorreste essere semplicemente liberi, iscrivetevi al gruppo ANTI-ESTORSIONE DI STATO ed invitate dei vostri conoscenti ad iscriviversi. Non iscriveteli voi, fateli iscrivere direttamente: Devono essere coscienti ed ABBIAMO BISOGNO DI PERSONE CON GLI ATTRIBUTI e non i soliti lamentosi buoni solo a pigiare dei tasti. Quando arriveremo all'incirca ad un centinaio, non chiediamo migliaia e migliaia (mica siamo tunisini, egiziani o libici ...) decideremo come e cosa fare. Non dovessimo farcela allora vorrebbe dire che state tutti bene e che lo STATO è ciò che vi meritate !!!
Marzo 2011 - PRIMA AZIONE DELLA FEDERAZIONE ANTI ESTORSIONE DI STATO (Marcello Mazzilli)
Propongo di scrivere in massa (senza fare riferimenti a gruppi organizzati ma come "iniziativa personale" alla email del giudice che non ha accolto la tesi di Fidenato sulla incostituzionalità del sostituto di imposta).
La sua email è: angelo.ricciocobucci@giustizia.it
Marzo 2011 - Linee di Azione (Carmelo Miragliotta)
a) Rendere i SERVI-tori dello STATO insicuri e indecisi ...
b) Creare contemporaneamente in più luoghi lo stesso "evento" ...
c) Rendere pubblici i nomi di chi ci perseguita e opprime al riparo di coppola e tesserino ...
d) ecc. ecc. ecc
26 Febbraio 2011 - Asia Barberini ha dato vita al gruppo.
Questo gruppo è apartitico, antifascista, anticomunista, antistatale e si propone di aggregare le idee di quanti hanno individuato nel nemico comune da indebolire tramite strategie di rivolta pacifica e meditata i soprusi dello Stato ai danni della libertà dell'individuo di disporre del proprio tempo, del proprio danaro, della propria vita.
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