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Italia brutta, terra inquinata, di farabutti e di banditi popolata …

(Ottobre 2008)


 

Basta passare alcuni giorni in Italia o avere contatti, anche dall’estero, con individui in Italia, e uno si rende subito conto che è un paese di banditi, gentaglia a cui uno non affiderebbe neanche il proprio cane perché lo porti in giro a fare la pipì.

Sarebbe in pessime mani.

 

Vi racconto due episodi. Uno accadutomi poco tempo fa e l’altro che sto vivendo in questi giorni.

 

Stazione di Domodossola. Mi presento allo sportello per comprare un biglietto per Bienne per la via più breve (Svizzera). L’addetto, in questa città di frontiera a due passi dalla Svizzera non sa nemmeno di cosa stia parlando. Per lui Bienne è in Patagonia. Gli dico allora di farmi un biglietto via Losanna (Losanna la conosce) con cambio per Bienne. Mi fa il biglietto e mi dice il prezzo: 38. Gli do 50 euro e ricevo 12 euro di resto. Prendo il biglietto e mi avvio al binario. Quando sono in carrozza, dopo aver trovato posto e sistemato i bagagli, guardo il biglietto e leggo 25 Euro cioè 38 CHF (Franchi Svizzeri). In altre parole sono stato derubato di 13 euro.

Come una furia scendo dal treno che parte tra 5 minuti, ritorno in biglietteria e faccio presente allo stesso ferroviere che mi ha venduto il biglietto (non sono passati che pochi minuti) che si è sbagliato e mi ha fatto pagare più del dovuto. Lui dice che non è vero, che ho pagato in franchi svizzeri. Controlla, e capisco (lui non me lo dice direttamente) che non trova i 50 franchi svizzeri con cui io avrei pagato il biglietto. Nonostante questo fa storie al punto che spazientito lo mando a quel paese e me ne vado per non perdere il treno. Al primo controllo del mio biglietto (controllore svizzero) mi lamento con lui che sono stato vittima di un imbroglio. E allora lui che fa (ripeto controllore svizzero che probabilmente conosce l’andazzo in Italia): telefona in biglietteria e racconta quello che mi è successo. A Domodossola allora incominciano a pensare che è meglio fare marcia in dietro per evitare che possano sorgere complicazioni e allora gli dicono che, sì, probabilmente si sono sbagliati e che, la prossima volta che passo da Domodossola, mi posso presentare in biglietteria con il biglietto e otterrò il rimborso.

Sono mesi che non passo da Domodossola ma può essere che un giorno mi presenti in biglietteria e a quel punto, questi imbroglioni faranno finta di cadere dalle nuvole o mi diranno che devo presentare la richiesta con lettera raccomandata indirizzata al capo del compartimento di Vattelapesca in cui spiego cosa è successo e chiedo umilmente il rimborso.

Italia, che paese di merda e che merde di italiani!

 

Il secondo episodio è di adesso.

Scopro che il sito www.problemistic.org che avevo registrato anni fa presso Network Solutions e per anni fatto ospitare (web hosting) da Tiscali risulta “in costruzione” mentre dovrebbe essere “in consultazione”. Chiedo quindi a Tiscali il motivo dell’oscuramento del sito e non ottengo alcuna risposta. Decido allora di cambiare provider e mi iscrivo ad un provider svizzero. Tempo di registrazione e ottenimento dei parametri: dieci minuti. In teoria potrei trasferire subito il mio sito presso il nuovo provider.

In pratica scopro che Tiscali mi ha bloccato la possibilità di modificare i parametri DSN (Data Source Name) per passare ad un altro provider. In altre parole si è appropriato di un dominio da me registrato autonomamente e mi impedisce di gestirlo come voglio. Sono loro prigioniero. Cosa inaudita ma vera in un paese allo stato feudale come l’Italia.

Faccio presente la cosa e mi dicono che devo mandare lettera raccomandata chiedendo di spostare la gestione del mio dominio (un dominio da me registrato e di cui Tiscali mi dà solo, dietro pagamento, lo spazio web) da loro al nuovo provider. Dovrei quindi chiedere al ladro di rientrare in possesso della mia proprietà inviandogli lettera raccomandata. Nell’Italia degli approfittatori e degli imbroglioni così vanno le cose.

Ognuno in Italia è sotto un feudatario nell’ambito di una struttura gerarchica che va dal bullo di quartiere, passa per il bullo Tiscali e arriva ai super-bulli Berlusconi, Maroni, Napolitano e compagnia bella. E il feudatario può imporre le sue angherie in piena impunità.

Insomma questa è l’Italia nell’anno 2008, un paese abitato da una marmaglia di gente che bisogna far scomparire dalla faccia della terra.

C’è molto da fare, il cammino sarà lungo ma, un bel giorno, questa gente la faremo liquefare nella merda di cui è fatta e copriremo il tutto di terra.



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